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 MONUMENTO AI CADUTI IN AN NASIRIYAH IRAQ

MONUMENTO A PERENNE RICORDO DEI MILITARI DELL'ARMA DEI CARABINIERI CADUTI IN AN NASIRIYAH IRAQ

IL Monumento sponsorizzato da Lions Club Arezzo Mecenate é stato inaugurato il 15 settembre 2007 ad Arezzo.

 

MONUMENTO
A PERENNE RICORDO DEI MILITARI DELL’ARMA DEI CARABINIERI
 CADUTI IN AN NASIRIYAH (IRAQ)


 
LIONS CLUB
AREZZO MECENATE


AREZZO 15 SETTEMBRE 2007
     

A PERENNE RICORDO

12 NOVEMBRE 2003


SOTTOTENENTE                          ENZO FREGOSI
SOTTOTENENTE                          GIOVANNI CAVALLARO
SOTTOTENENTE                          ALFONZO TRINCONE
SOTTOTENENTE                          FILIPPO MERLINO
MARESCIALLO “A” s.UPS           ALFIO RAGAZZI
MARESCIALLO “A” s.UPS           MASSIMILIANO BRUNO
MARESCIALLO CAPO                 GHIONE DANIELE
BRIGADIERE                                  GIUSEPPE COLETTA
BRIGADIERE                                  IVAN GHITTI
VICE BRIGADIERE                       DOMENICO INTRAVAIA
APPUNTATO                                   HORACIO MAJORANA
APPUNTATO                                   ANDREA FILIPPA

 


27 APRILE 2006


SOTTOTENENTE             ENRICO FRASSANITO       
MARESCIALLO “A” s.UPS            FRANCO LATTANZIO                  
MARESCIALLO “A” s.UPS            CARLO DE TRIZIO


LIONS CLUB AREZZO MECENATE

In Occasione dell’inizio dell’Anno Lionistico 2007-2008
Il Lions Club Arezzo Mecenate ,ha dedicato ai caduti dell’Arma dei Carabinieri caduti in An Nasiriyah (Iraq) un monumento
 “Per non dimenticare…” .
il sacrificio della vita  dei militi,  per un lavoro che è soprattutto una missione.
 “NEI SECOLI FEDELE” è il motto che racchiude la dedizione totale di questi tutori di giustizia e democrazia.
In ogni parte del nostro pianeta, ove sono in missione, i militari dell’Arma sono una  presenza che garantisce  pace ed aiuto alla popolazione civile, vi sono migliaia di testimonianze di civili che ringraziano ogni “Dio” della loro presenza, rassicurante e di difesa per coloro che si trovano coinvolti, loro malgrado, in situazioni di totale caos e abbandono.
In una terra così lontana, e forse a noi incomprensibile, i nostri “Eroi”hanno portato un aiuto concreto e hanno fatto il loro lavoro, non uccidendo ma difendendosi e difendendo quella gente che tanto necessitava del loro aiuto, sono morti in nome della pace e non della guerra stroncati da un atto terroristico che ha lasciato le lacrime non solo ai loro cari ma anche a coloro ai quali hanno offerto un sorriso, l’assistenza, la sopravvivenza  al fine che le loro vite, scosse da un evento più grande di loro potessero trovare un raggio di speranza nella ricerca della libertà
Questo è quello che hanno fatto i militari dell’Arma,
Hanno dato per quanto gli è stato permesso, un sorriso e la speranza per un futuro migliore lasciando un seme di democrazia in quella terra così lontana che piange i suoi e i nostri morti.


Il Presidente
Massimo Benigni        

 

 

Il monumento ai caduti di An Nasiriyah rappresenta la volontà della comunità aretina di mantenere per sempre la memoria di coloro che hanno donato la loro vita per la pace e la libertà. Il mondo non è un mondo di pace: terminate le grandi guerre, gli ultimi sessant’anni hanno registrato un drammatico proliferare di conflitti in molti continenti. Persino nella nostra Europa, alle porte del nostro paese.
Ebbene l’Italia ha tentato di assolvere ad un ruolo di pace e di collaborazione alla risoluzione di molte ostilità. Lo ha fatto non da sola ma in un contesto internazionale che l’ha vista spesso protagonista. Questo è accaduto anche in Iraq dove il 12 novembre 2003 un attentato provocò 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. I carabinieri ed i militari del nostro esercito erano in quel paese ed in quella città per garantire il diritto alla vita ed alla pace delle popolazioni locali.
Il Monumento proposto e realizzato da Lions Club Arezzo Mecenate e collocato dal Comune di Arezzo in città rende omaggio alla memoria di coloro che quel giorno persero la vita. La pace è un valore assoluto che tutti condividiamo. Quello ai caduti di An Nasiriyah è un monumento contro le atrocità della guerra e per ricordare i valori della pace. E per non dimenticare uomini che servendo lo Stato Italiano hanno donato la loro vita.

Giuseppe Fanfani,
Sindaco di Arezzo

 


An Nasiriyah è un nome che evoca uno dei giorni più tristi nella storia recente delle nostre forze armate. Un evento luttuoso, che colpì giovani militari impegnati nella loro missione in Iraq, facendo piombare del dolore le loro famiglie e il popolo italiano. L’iniziativa presa dal Lions Club Mecenate di Arezzo assume un particolare valore perché rappresenta un modo concreto per ricordare le vittime di Nasiriyah e per ribadire, tutti insieme, il valore della vita, che vuole essere un no deciso alle guerre come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e un no altrettanto forte al terrorismo come mezzo per liberare i popoli oppressi. L’opera dell’artista Alessandro Marrone ha forte valore simbolico e risponde perfettamente alla necessità di sintetizzare questa doppia esigenza di salvaguardare la memoria delle vittime di An Nasiriyah e di ribadire il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri per difendere la nostra comunità e contrastare ogni forma di terrorismo.

Vincenzo Ceccarelli
Presidente della provincia di Arezzo

 


Il  Monumento

Il giorno che mi è stato chiesto di presentare dei bozzetti per quest’opera, sono rimasto innanzitutto lusingato e sorpreso.
La mia contentezza iniziale, da  artista per un’opera così importante,  è stata presto adombrata dalle immagini di guerra e di terrorismo che ho ricercato sull’evento, ma andando più a fondo nelle ricerche ho anche visto immagini che ritraevano bambini sorridenti in braccio ai militari dell’Arma, civili che convivevano e venivano protetti dai nostri militi, allora ho compreso che il sacrificio della loro vita non è solo ingiusto ma incomprensibile, in nome di non so quale ideale qualcuno aveva spento quei sorrisi e quella carità che necessita ad ogni uomo.
 Loro erano lì, per permettere ai deboli di sopravvivere a questo evento,per innestare un seme di speranza e  libertà.
 La possibilità di essere protettori di civili  in una guerra che non era neanche la loro , ma contro ogni forma di tirannia, è stata negata per un atto terroristico, un’esplosione che ha ingoiato  la loro esistenza e missione, ha spento i loro sorrisi e quelli di quei bambini che tenevano tra le loro braccia,
come un padre farebbe per il proprio figlio, a loro è stato negato tutto questo. Il dolore dei famigliari il dolore della vita che se ne andata per salvarne altre. Allora mi sono detto;non posso rappresentare la brutalità di questo mondo ma posso solo fare in modo di rendere il loro sacrificio un monito e una speranza per un futuro migliore.
 Il loro sangue versato  dovrebbe essere l’esempio di linfa che deve nutrire la nascita di un nuovo mondo in Iraq e altrove, forse è utopia ma io penso che la vita  possa essere migliore  se guardassimo alla missione dei nostri eroi e vedessimo i sorrisi e l’affetto che non ha confini non ha religioni ma è solo l’essenza stessa dell’uomo.
A loro non era chiesto  che loro portassero anche l’Amore, ecco perché credo che oltre a tutti i motivi che possano aver spinto la loro presenza in Iraq ci sia quello più alto di essere uomini di buona fede .
Agli eroi di Pace
   

 

Esposizione  della composizione dell’opera

Il monumento è composto da una forma di base che riproduce la stella della nostra Repubblica , realizzata in un impasto di cemento chimico con quarzo e pigmento scalpellato,  tutta la struttura interna è in acciaio inox.
Nella faccia superiore della stella vi sono delle lame di rame che rappresentano il sangue versato dai militari Dell’arma. In posizione centrale vi è il basco con lo stemma dell’Arma dal quale  esce una spiga  di grano in rame che all’estremità inferiore a contatto con il terreno deposita un seme, segno di speranza, affinché il loro sacrificio sia linfa di speranza e  libertà.Sopra il basco viene rappresentato il momento dell’esplosione che ha stroncato le vite dei militari e di tutti coloro che presenti, realizzate in rame.
Dal centro di questa va verso l’alto una colonna in acciaio con riporti in rame a simbolo di una Guernica (P.Picasso) che rappresenta in maniera astratta la sofferenza e la disperazione dei civili protetti dai nostri eroi e la rabbia della guerra come caos e separazione dell’essenza stessa dell’uomo , non a caso è al centro dell’esplosione, a simbolo della devastazione e separazione delle due colonne in acciaio che si squarciano andando verso l’esterno.
E del tutto casuale la somiglianza con le torri gemelle di New York  devastate dagli attentati del 11 settembre 2001.Potrebbe essere un segno del destino la casualità, oppure monito per ricordare che violenza porta solo altra violenza.Saranno i posteri a leggere eventuale interpretazione, l’artista delle volte crea ma gli altri vi costruiscono tutto intorno  quello che lui non ha saputo vedere  in maniera inconscia.

Ringrazio in modo particolare I Lions Club Arezzo Mecenate per avermi offerto l’opportunità di esprimere un loro dono all’Arma dei Carabinieri , lasciando libera la mia interpretazione.

Grazie
M° Alessandro Marrone

 

 

 

 

 


ALCUNE IMMAGINI DELLE FASI DI REALIZZAZIONE 

 
     
BOZZETTO INIZIALE


 

STRUTTURA BASE E PRIMI ELEMENTI


IN RAME FASE SALDATURE

 


 
FINITURA STELLA A SCALPELLO

 

SCALPELLATURA BASCO 

PULITURA DELLA FIAMMA IN BRONZO


 

 GETTO DELLE FONDAMENTA E PIAZZAMENTO

LIONS CLUB
AREZZO MECENATE

 

  FOTO INAUGURAZIONE

 

 BENEDIZIONE  DEL VESCOVO G.BASSETTI CON LE AUTORITA'

 CON LA MIA FAMIGLIA

COM MIO PADRE E MIA MADRE

MOMUMENTO ANCORA COPERTO

 

INAUGURAZIONE

ONORI DEL SINDACO DI AREZZO GIUSEPPE FANFANI

 

BENEDIZIONE

PARTICOLARE

PARTICOLARE RETRO

FOTO MONUMENTO